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Il Testamento
dis septimo mensis maji millesimo septingentesimo sexsagesimo nono, secunda indictionis, regnan invictissimo, serenissi mo ac Potentissimo Domino nostro Ferdinando IV, deigratia utriusque Siciliae acHjerusalem Rege, Infante Hjspaniarum, Duce Parmae, Placentiae et Castri, ac Magno Principe Hereditario Hetruriae, ecc.
In terra Sancti Flori.
Nos Notari
Costituito personalmente in presenza nostra, dentro la Venerabile Chiesa di Santa Caterina Vergine e Martire di questa terra di Santo Floro, il dottor magnifico Don Cesare Zolea, attuale sindaco della medesima terra, il quale, sponte, asserisce in presenza nostra, come in data de duodeci maggio dell'anno 1765, L'Università suddetta, per placare la Divina Maestà, che per tante scellerataggini la sottopose in epidermiche infermità, con la morte di più e più cittadini senza che ritrovar si avesse possuto, con l'assistenza di più medici, riparo conveniente, fece voto al nostro Glorioso Martire Santo Floro Protettore, solennemente accettato da tutto il popolo, che per ogni prima domenica di maggio di ciasched'un anno, in futurum ed in perpetuum, a proprie spese di questa università, si facessero pubbliche preghiere colla processione di mortificazione, accompagnando le Sante reliquie e Statua di detto Glorioso Protettore ed, in segno di ringraziamento, offresi per ogni anno, in detto tempo, rotola cinque cera bianca lavorata, oltre di quella che bisogna per la Messa e processione suddetta, il che ancora fu accettato e confermato da tutto questo Reverendo Clero, e di tutto ciò se ne passò pubblico istrumento quale del tenore seguente:
VI DIRIGITUR INSENATUR -copia-
"Die duedecimo mensis maji millesimo septigentesimo sexagesimo quinto, decimae tartiae indictionis,
regnante,ecc."
in terra Sancti Flori Nos notari A prieghi a Noi fatti per parte dell'infranscritti del regimento ad altri uomini nobili e cittadini di questa terra San Floro,
ci siamo personalmente conferiti dentro la vecchia Chiesa di Santa Caterina Vergine e Martire, dove sta eretta la Venerabile Universale Cappella con la Statua e reliquie insigni del Glorioso Martire San Floro, nostro Protettore, e costituiti in pubblico testimonio, in presenza nostra, il dott. fisico, magnifico don Domenico Petrignano, odierno sindaco, dott. magnifico don Cesare Zolea, dott. magnifico don Mosè Petrignano, magnifico Bruno Lamanna, Samuele Faenza, Giuseppe Rigitano, Domenico Caccavari, Antonio Nicotera, Tommaso Graziano, ed altri del clero e particolari di detta terra rappresentanti tutti l'Università suddetta, li quali, spontaneamente ed in ogni altro miglior modo, ecc. asseriscono, come conoscendosi benissimo che per li gravi peccati e scellerataggini de naturali della terra suddetta che tuttavia si commettono, Sua Divina Maestà con sensibile castigo di tante mortalità, anche repentine, quali hanno reso poco meno che spoglia la Patria; senza che fussesi ritrovato rimedio bastevole a guarire alle varie sorti dei morbi, tuttavia dimostra volerci castigare.
La onde essendosi applicati vari rimedi medicamenti, senza verruno giovamento, evidentemente si conosce non esservi altro riparo che ricorrere e pregare il Divino Motore a degnarsi, per Sua misericordia sospendere tali flagelli, per mezzo dell'intercessione del Glorioso Martire Santo Floro, Nostri Protettore, e sotto il cinque del corrente mese, mediamte pubblico colloquio nella pubblica piazza, fu universalmente concluso, anche per voto solenne, che per ogni prima domenica di maggio di ciasched'un anno, in detto tempo, rotola cinque di cera bianca lavorata a detto glorioso Protettore oltre di quella che bisognerà, per detta processione e messa il che ancora fu accettato e confermato da tutto questo reverendo Clero, con aversi esibito e concorrervi ed intervenire gratis, e non avendosi in questo presente anno possuto adempiere tale disposizione nella prima domenica di questo presente anno, per vari, legittimi impedimenti, ogni predetto giorno, essendosi dato principio a detta processione,
con ginocchi piegati aventi la statua e Sacri reliquie di detto Glorioso Santo, umilmente e devotamente in presenza nostra esso Magnifico Sindaco DONA ED OFFRE in voto solenne e perpetuo, e consegna da parte di questo pubblico venticinque torcette di cera bianca lavorata, al peso di rotola cinque ed once due a detto Glorioso Nostro Protettore e così principanda da oggi, promette in detto nome successivamente seguitare in futurum et in perpetuum nella prima domenica di maggio di ciascun anno, restata sempre tenuta ed obbligata L'Università predetta prestare ed adempiere tale voto ed offerta volontariamente esibita affinchè, per mezzo dell'intercessione appreso Sua Divina Maestà e protezione di detto Glorioso Santo, vivessimo da veri cattolici e potesse ritornare la perduta solubrità e ristabilimento della terra medesima, e vivere in futurum et in perpetuum sotto tale protezione.
DE QUIBUS OMNIBUS SIC PERACTIS REQUIESCIVERUNT: NOS "QUOD DE PRAEDICTIS OMNIBUS HOC PUBBLIC CONFICERE DEBERAMUS ACTUM" NON AUTEM UNDE PRAESENTIBUS OPPORTUNIS CONCORDAT CUN SUO ORIGINALI AB ACTIS PUBBLICIS MEI INFRASCRIPTI, MELIORI SEMPER SALVE ET IN FIDEM SIGNAVI. EGO ANTONIO CACCAVARI DE TERRA SANCTI FLORI, MANU SIGNOQUE PROPRIIS ADEST SIGNA.
Che perciò esso dottore magnifico don Cesare Zolea, odierno Sindaco in nome e parte dell'università suddetta, oggi predetto giorno, pubblicamente e solennemente accetta, ratifica, omologa, conferma tutto quanto nell'istrumento sta scritto e promesso da parola a parola conforme sta e così promette fare osservare in futurum.
DE QUIBUS OMNIBUS SIC PERACTIS REQUISIVIT.
NOS UT PUBBLICUM CONFICEREMUS ACTUM.
NON AUTEM UNDE PRESENTIBUS:
Giudice magnifico FELICE CACCAVARI
Magnifico......... FRANCESCANTONIO PUGLIESE
Magnifico......... GIUSEPPE RIGITANO
Magnifico......... EMANUELE FAENZA
Magnifico......... don SAMUELE FAENZA
Magnifico......... don ANTONIO PETRIGNANO
et me notari
ANGELO VINCENZO CACCAVARI.
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