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La Prima Domenica di Maggio

Era il settembre del 1764 quando la piccola cittadina di S. Floro, che allora poteva contare 700 abitanti, si svegliò un mattino ed apprese che erano improvvisamente morte una dozzina di persone.
La peste era entrata nel paese.

La violenza dell'epidemia lasciò sgomenti i testimoni dell'epoca: mai, prima di allora, una calamità fece tante vittime umane.

La peste proseguì a seminare dolore fino al maggio dell'anno dopo, quando, visto che nessun rimedio pose fine al flagello, i sanfloresi dell'epoca, riunitesi nella Chiesa di Santa Caterina Vergine con a capo il sindaco Don Cesare Zolea ed altri personaggi illustri del tempo, decisero di chiedere al Patrono S. Floro, la sua intercessione presso Dio affinchè sospendesse il flagello della peste.

Nello stesso tempo fu fatto voto solenne e perpetuo, che per ogni domenica di maggio di ciascun anno si facesse pubblica processione di mortificazione ed in segno di ringraziamento offrire cinque rotoli di cera bianca lavorata al Santo Protettore.
Era il 12 maggio 1765. Del voto solenne e pubblico veniva stilato un atto notarile con rògito di notar Angelo Vincenzo Caccavari.

Dallo stesso mese di maggio, si cominciò ad avere la sensazione che il voto fatto al Patrono avesse avuto il sospirato risultato della cessazione di un male che rovinava da più mesi la terra di S. Floro. Infatti di lì a poco la peste abbandonò definitivamente la popolazione di San Floro.

Oggi come ieri viene rinnovato quel voto solenne che i nostri avi hanno assunto nei confronti del Santo Protettore