|
|
|
|
|
|
24/11/2004
Rilettori puntati su San Floro. Presentato il libro "Il triangolo della seta"
Gli alunni e i docenti dell’Istituto Comprensivo Statale “G. Sabatini” di Borgia hanno presentato la loro fatica prodotta nel corso dell’anno scolastico 2002/03. Si tratta di un libro intitolato “Il triangolo della seta: S. Floro, Borgia, Cortale”, un lavoro che abbraccia la ricerca scientifica, storica e tecnologica nel campo dell’arte serica.
La realizzazione di quest’opera è stata possibile grazie al patrocinio della Camera di Commercio di Catanzaro e soprattutto alla promessa del suo Presidente di assicurare supporto ai ragazzi che si sono cimentati in questa arduo e ambizioso progetto un anno orsono e alla quale, a quanto pare, il Dott. Paolo Abramo ha tenuto fede.
Alla presentazione del libro hanno partecipato per San Floro gli Assessori alla Pubblica Istruzione e alla Cultura, Vincenzo Genovese e Barbara Basile, e il Vice Sindaco Vivino, in qualità di responsabile del progetto “Dal gelso alla seta”.
L’Ente camerale – ha precisato il Presidente – guarda con grande benevolenza verso ogni iniziativa volta a far riemergere queste antiche vocazioni del nostro territorio e, a maggior ragione, appoggia un lavoro di ricerca svolto da studenti che segue questa linea e che rilancia il concetto di scuola come fucina di idee, rafforzando il binomio scuola/laboratorio. Il Dott. Abramo, con il suo pragmatismo derivante dall’essere prima di tutto un imprenditore di successo, ha spiegato come sia importante smettere di considerare la manualità come un aspetto scisso dall’intelligenza o addirittura antitetico ad essa, poiché l’abilità pratica integra l’individuo e pertanto non è altro che un modo in cui l’intelligenza si esprime e si manifesta.
Questa riflessione è stata rafforzata anche dalle insegnanti che hanno sottolineato come la scuola non deve essere solo riempita di contenuti e che gli educatori hanno il preciso dovere di individuare e sviluppare le inclinazioni dei ragazzi per orientarli nelle loro future scelte di vita. Le coordinatrici del progetto, le professoresse Carpino e Sganga, hanno aggiunto che “il lavoro è nato dal desiderio di consolidare negli alunni adolescenti, con sentimenti di appartenenza non ancora radicati, l’orgoglio di essere nati e di crescere in una terra che non è solo, come vuole la mentalità diffusa, dominio di mafia e di arretratezza, ma anche terra di storia, di arte e di cultura”.
La pubblicazione ha infatti permesso la riscoperta di un’attività economica che ha fatto la storia del capoluogo di regione e dei tanti Comuni limitrofi, basti pensare che nel periodo di massimo fulgore Catanzaro contava ben 10.000 telai su una popolazione di circa 25.000 abitanti!
Don Antonio, Parroco di Borgia, lasciandosi andare ai ricordi, ha raccontato di quando il gelso era talmente diffuso da entrare persino nella superstizione popolare e di quando le donne, leggendone le foglie, traevano la premonizione del ritorno dei loro mariti dalla guerra.
Oggi l’artigianato artistico, come la lavorazione della seta, può rappresentare ancora un’opportunità di sviluppo economico senza precedenti, apportando gli adeguamenti tecnologici che i tempi moderni implicano e le rivisitazioni necessarie per marcare stretto l’evoluzione dei mercati. Non a caso, è stato proprio il mancato adattamento all’automazione e alle nuove tecnologie che hanno soppiantato i vecchi telai a decretare il declino di questo settore un tempo fiorente.
Nel corso del convegno si sono sollevati anche altri problemi di carattere politico e sociale. Nel suo intervento Vivino ha innanzitutto portato la solidarietà dell’amministrazione al Comune di Borgia pesantemente colpito dalla calamità (il Sindaco Valeo, infatti, era assente per una riunione urgente). Entrato nel vivo della discussione, dopo aver ufficializzato la prossima apertura a San Floro di un museo opificio sull’arte serica, ha lamentato la sfasatura tra i tempi della politica e le esigenze degli Enti locali. Anzi, questi tempi purtroppo non collimano mai – ha incalzato il Vice Sindaco – il quale ha portato come esempio il caso emblematico del blocco dei fondi PIS, PIT, PIAR che ha frenato molti progetti in itinere.
Il Dott. Abramo e l’On.Chiarella, Consigliere regionale e Presidente della I Commissione che ha legiferato per incentivare il settore dell’artigianato, hanno parlato dell’urgente necessità di decentramento per estirpare l’atavico sistema clientelare che porta i politici a favorire la loro zona di provenienza o il loro bacino elettorale. Ma si è discusso anche di sinergie, di sviluppo delle specificità territoriali nel rispetto della propria identità, seppure in uno scenario di globalizzazione, e di fughe dei cervelli. La seconda ondata migratoria attualmente in corso – hanno sostenuto l’On. Chiarella e il Vice Sindaco di San Floro – è ben più triste della prima perché riguarda l’allontanamento delle intelligenze locali, non più dettato unicamente da uno stato di bisogno.
Abramo ha condiviso questa posizione ma ha anche polemizzato su questo punto, affermando che, se si sostiene ciò, è come se si sottintendesse che coloro che sono rimasti siano dei cretini. Egli, invece, ha fatto notare che se per abbandonare la propria terra occorre una forte dose di coraggio, ancor più ne serve per rimanere in un posto difficile, spesso ostile, come la Calabria. E’ semplice criticare dall’esterno e chiedersi il perché i calabresi altrove realizzino grandi cose e occupino le più alte cariche. E’ ben altra cosa esserci e lottare contro un sistema “malato” dal suo interno.
Abramo ha concluso raccontando la sua brevissima esperienza da imprenditore fuori dalla regione, durata poco per i dilanianti sensi di colpa che lo attanagliavano per aver pensato solo per un istante di lasciare la propria terra. Dunque, eroe chi resta, malgrado tutto.
I relatori sono convenuti nell’asserire che il meeting è stato il trionfo della politica con la P maiuscola, cha va oltre il colore di bandiera e i vari schieramenti, nell’interesse della collettività. Don Antonio – conosciuto dai suoi fedeli, come egli stesso ha ammesso autoironicamente, per i suoi lunghi sermoni – ha chiosato questo pensiero ricordando la lezione di Don Milani, di cui egli si è dichiarato un fan accanito, affermando che “chi fa da sé è egoista, chi invece fa insieme agli altri fa vera politica”.
L’IMPALCATURA DELL’OPERA
“Il triangolo della seta” è una pubblicazione molto interessante perché nasce da uno scrupoloso lavoro di ricerca svolto su antichi testi custoditi nell’Archivio di Stato e dalla stessa Camera di Commercio che ha patrocinato il progetto (come, per esempio, la famosa “Relazione sull’origine, progresso e decadenza dell’arte della seta a Catanzaro” di Marincola di San Floro).
L’opera è tripartita: la prima parte raccoglie il lavoro di ricerca scientifica (l’impianto del gelseto, il ciclo biologico, le malattie del baco, le tecniche di allevamento e via dicendo), la seconda di ricerca storica (le origini dell’arte della seta nella provincia di Catanzaro, il Consolato e i mercanti della seta, i motivi del declino ecc.) e la terza è dedicata alla tecnologia applicata a quest’arte (i telai, i tessuti, la tintura e così via). L’appendice racchiude la trascrizione di un racconto orale in dialetto sulla lavorazione del baco da seta e le esperienze nei Comuni coinvolti, San Floro e Cortale, narrate dai ragazzi.
Una “stranezza”. Il libro ha una presentazione (del Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, il Dott. Abramo), una premessa (dell’allora Dirigente Scolastico, il Preside Tavano) e un’introduzione (redatta dalle coordinatrici del progetto, le Professoresse Carpino e Sganga).
Il libro può essere consultato richiedendolo al Comune.
Barbara Basile
|
|
|
|
|
|
|