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19/11/2004
Emergenza maltempo
Cielo plumbeo, nuvole pesanti, aria stagnante per via dello scirocco.
E poi, all’improvviso, apriti cielo! 12, 13, 14 novembre. Proprio qui, dove la gente quando invoca un po’ di pioggia per alleviare l’arsura dei campi non viene mai esaudita. Nemmeno una goccia d’acqua.
E invece stavolta l’acqua è arrivata, anche troppo copiosa, tanto da sembrare mezzanotte in pieno giorno. La furia della natura si è riversata sul nostro territorio procurando ingenti danni e purtroppo anche vittime.
A Roccelletta di Borgia una tromba d’aria ha divelto tetti, sradicato secolari piante d’ulivo e ha persino ribaltato uno scuolabus. Grande spavento, ma per fortuna senza gravi conseguenze, solo feriti. Per fronteggiare lo stato di calamità della zona è stato istituito a Roccelletta un centro operativo misto.
Anche San Floro è stato martoriato dal maltempo che ha imperversato soprattutto nella giornata di domenica 14. Segnalati allagamenti in quasi tutte le abitazioni, inevitabili considerato l'eccezzionalità dell'evento, smottamenti ed esondazioni delle fiumare, rigagnoli inoffensivi che in piena sprigionano una forza sterminatrice in grado di travolgere tutto ciò che incontrano lungo il loro corso.
E’ quanto si è verificato in località Torre del Duca, dove le aziende agricole Gallo hanno subito enormi danni e numerosi capi di bestiame sono andati dispersi.
Notevoli anche i disagi arrecati alla viabilità a causa delle numerose interruzioni sulle strade. Il nostro scuolabus per raggiungere il vicino comune di Borgia è costretto a fare un lungo giro dell’oca deviando per Squillace.
Ora che l’emergenza sembra rientrata e il maltempo si è placato, si fa la conta dei danni e si cerca di approntare gli interventi più urgenti per il ritorno allo stato di normalità.
Il sole splende anche se le temperature si sono irrigidite. E’ il caso di dire la quiete dopo la tempesta.
Sotto i raggi del sole la catastrofe appare più evidente. Dappertutto acquitrini, fanghiglia, cedimenti del terreno, dei veri e propri campi di battaglia.
Intanto, la Regione Calabria chiede lo stato di calamità approfittando della visita di Bertolaso, Capo del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, giunto a Catanzaro per dei sopralluoghi. Staremo a vedere.
DOMANDA E RISPOSTA
Come è stato affrontato lo stato di calamità da parte del Comune di San Floro?
Innanzitutto, è doveroso precisare che il Comune si è mobilitato in fase preventiva provvedendo al monitoraggio dei fossi demaniali ed effettuandone la pulitura nell’ottobre scorso. Inoltre, sulla scorta del bollettino meteorologico pervenuto dalla Prefettura, recante la previsione di violente avversità atmosferiche, la popolazione era stata allertata con largo anticipo mediante l’affissione di un avviso pubblico.
Nella giornata di domenica 14 novembre, giorno di massima intensità della perturbazione, gli amministratori e l’ufficio tecnico già dalla mattinata erano presenti in Comune e, avendo ricevuto richieste di SOS da parte dei cittadini residenti a valle, si erano tempestivamente attivati per avviare la macchina dei soccorsi richiamando sul posto l’intervento dei Vigili, della Protezione Civile e del Corpo Forestale e informando via fax anche tutte le autorità di pubblica sicurezza e le istituzioni (Prefettura, Carabinieri, Provincia e Regione).
Nella stessa giornata si è provveduto a fare un sopralluogo con il Genio Civile in zona Torre del Duca, in particolare nella proprietà dell’impresa Gallo che ha riportato i danni maggiori.
Attualmente si stanno effettuando senza sosta dei sopralluoghi sul territorio comunale e si sta provvedendo al ripristino della viabilità anche con il supporto degli operatori L.S.U. in servizio presso l’Ente e il militare di leva.
I cittadini, sempre mediante avviso pubblico, sono stati invitati a relazionare formalmente circa i danni subiti e a quantificarne sommariamente l’ammontare, in modo da poter successivamente procedere presso gli Enti Preposti.
Oggi, 19 novembre, giorno in cui questo articolo viene pubblicato sul sito, il tempo sembra nuovamente annuvolarsi. Speriamo in bene.
Barbara Basile
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