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16/11/2004
4 novembre: commemorazione dei caduti

Anche il Comune di San Floro giorno 4 novembre ha commemorato i suoi caduti, gli eroi delle grandi guerre che hanno sacrificato la propria vita per la Madre Patria.
Si è puntato innanzitutto a sensibilizzare le nuove generazioni che poco o nulla sanno di questa triste pagina della nostra storia, poiché per una comprensione del presente è necessario un’attenta lettura del passato ma soprattutto per trasmettere loro il messaggio che la libertà e la democrazia, di cui noi oggi godiamo, sono il frutto del sacrificio di tante vite umane che hanno lottato per l’affermazione di questi inestimabili valori. Nel primo pomeriggio i bambini delle Scuole Elementari di San Floro sono stati accolti dagli Assessori e dal Sindaco presso la Sala Consiliare dove è stato proiettato e commentato un documentario sulla Prima Guerra Mondiale. Un’importante riflessione emersa nel corso del dibattito con i piccoli allievi è che non vi sono mai giuste cause. Alla fine di ogni conflitto non vi sono né vincitori, né vinti perché ogni guerra lascia solo uno strascico di lutti da entrambe le parti.
La cerimonia commemorativa vera e propria ha avuto luogo a partire dalle ore 16,30, presso la sede della Casa Municipale da cui l’Amministrazione è partita a seguito del gonfalone per recarsi in Chiesa dove ha assistito alla funzione religiosa officiata dal nostro parroco, Don Giovanni Signorello. Al termine della S.S. Messa vi è stata la deposizione di una corona di alloro ai piedi del monumento ai caduti. In seguito è intervenuto il Sindaco, Nunziata Bressi, che ha rivolto il suo saluto a tutti i convenuti, in particolar modo agli esponenti delle Forze Armate e alle Crocerossine che con la loro partecipazione hanno conferito maggior lustro alla celebrazione. Tra di essi c’erano con le loro fiammanti divise i giovani sanfloresi Fabio Guerrieri, Angelo Pugliese, Roberto Virgillo e Floro Olivieri.
Successivamente, il Sindaco ha letto i nomi dei soldati sanfloresi caduti impressi nell’albo d’oro. Il momento è stato molto commovente e molti occhi sono diventati lucidi nell’udire i nomi dei propri cari. Dopo l’intervento del Sindaco ha preso la parola il Maggiore Nania, esponente di spicco delle Forze Armate e nostro illustre concittadino.


IL MESSAGGIO DEL SINDACO

“In Questa ricorrenza storica del 4 novembre, giorno dell’Unità Nazionale e festa delle Forze Armate, desidero rivolgere il mio beneaugurate saluto ai Militari e ai Civili che servono la Patria. Oggi, 4 novembre, l’Italia commemora i suoi Caduti, gli eroi delle Grandi Guerre che hanno sacrificato la propria vita per la Madre Patria. Come ogni anno, anche quest’anno abbiamo voluto glorificare e riconoscere l’onore e il merito di questi uomini valorosi caduti come operatori di pace in nome della libertà e della democrazia al posto dell’oppressione e del dominio.
Oggi più che mai, ancora più di ieri, siamo qui uniti per dimenticare la volontà di non dimenticare ciò che è stato e che fatalmente sembra ripetersi, a causa dello scenario conflittuale mondiale. Ringrazio quanti si sono uniti a noi per celebrare questa ricorrenza.
Non possiamo dimenticare l’approssimasi del 12 novembre, data in cui fu compiuto il terribile attentato contro i nostri militari e civili in missione di pace a Nassirya. Un deferente pensiero va a quanti caddero nell’adempimento del loro dovere. A questi uomini nella giornata odierna va il nostro sentito omaggio depositando su questa lapide la corona d’alloro. La Patria è grata a coloro che si sono sacrificati per l’Italia, mantenendo vivo l’onore militare. L’Italia, custode di un’antica tradizione di civiltà e cultura, diventa Stato Unitario 50 anni fa conquistando la libertà e la democrazia e scegliendo una convivenza pacifica fra i popoli. Si è avverato il sogno dei padri fondatori il 29 ottobre a Roma e l’Italia intera ha celebrato la giornata storica dell’unione. I 25 paesi dell’Unione Europea hanno firmato la Carta Costituzionale dell’Europa. Le nazioni decidono di lavorare insieme superando gli ostacoli in nome dei valori fondamentali della libertà e della democrazia, valori che mai come oggi hanno avuto una realtà così concreta: è l’unione economica e sociale, è una svolta nella storia dell’Europa e dell’umanità. L’Europa si riempie di nuovi contenuti politici affinché i governi di tutti i paesi siano portatori di pace e unità. L’Europa acquista personalità giuridica e inizia un lavoro comune per la pace nel mondo. Così inizierà la guerra contro l’indifferenza. Questo è il messaggio concreto per un obiettivo comune: la libertà, la pace nel mondo, operare e lavorare tracciando un percorso comune. Il continente europeo è unito in quei valori comuni su cui i popoli devono operare per essere i protagonisti e i promotori di libertà, pace e unità. Sessant’anni dopo la Guerra Mondiale, il Trattato Costituzionale Europeo, che dovrà essere ratificato da tutti i paesi dell’Unione entro il 2009, unisce finalmente i popoli. Questa è la svolta contro il terrorismo, l’Europa con il suo messaggio pacifico di tolleranza,di uguaglianza, di unità, imposterà un percorso comune pacifico per debellare la piaga dell’umanità: il terrorismo.
Desidero ringraziare le Forze Armate presenti e la Croce Rossa. Desidero rivolgere il mio vivo apprezzamento a tutti quanti sono impegnati come operatori di pace, perché svolgono un’opera necessaria e imprevedibile, comportandosi con competenza e umanità. Uomini e donne addestrati duramente per affrontare le missioni di pace, correndo rischi elevati e talvolta perdendo la vita. Sentitevi orgogliosi per ciò che siete e rappresentate. I corpi militari custodiscono nelle loro bandiere la storia della Patria.
VIVA LE FORZE ARMATE E LE ORGANIZZAZIONI. VIVA L’UNIONE EUROPEA, VIVA L’ITALIA!”.



L’ORIGINE E IL SIGNIFICATO DEL 4 NOVEMBRE


Il 4 Novembre rappresenta il giorno di unità nazionale, la giornata delle Forze Armate e del combattente. Il sacrificio di tanti Italiani in uniforme, caduti per il nostro Paese, è ricordato con varie celebrazioni nei luoghi più rappresentativi, cui partecipano le maggiori cariche dello Stato e delle Forze Armate. L’armistizio del 1918 pose fine alle ostilità tra l’Italia e l’Austria - Ungheria, conclusesi sul campo con la vittoriosa offensiva di Vittorio Veneto. Una vittoria frutto della dedizione, del sacrificio e dell’unità del popolo italiano. Una vittoria che costò la vita a 689.000 italiani mentre 1.050.000 furono i mutilati e i feriti.
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, rappresentante dell'Unità Nazionale e Capo delle Forze Armate, ha festeggiato la ricorrenza del 4 novembre rendendo omaggio ai caduti presso il Sacrario di Redipuglia ed ha celebrato, a Trieste, il 50° anniversario del ritorno della città all'Italia. In piazza dell'Unità d'Italia a Trieste, il Capo dello Stato, salutato da 21 cannonate a salve sparate dalla nave scuola “Amerigo Vespucci” insieme alle navi della Marina militare San Giusto e Audace, ha assistito alla parata militare e all’esibizione delle Frecce Tricolori della Pattuglia Acrobatica Nazionale.

"Il nostro europeismo non nega, anzi presuppone, l'amor di patria”, ha sottolineato nel suo intervento il Presidente Ciampi. “Il nostro Risorgimento, ispirato a ideali di fraternità fra tutte le nazioni, libere e indipendenti, ci ha trasmesso - insieme con la ritrovata coscienza dell'unità nazionale - una ricca eredità di ideali europeisti, sempre presenti anche nella lunga passione risorgimentale e patriottica di questa città”.

Dopo la Grande Guerra il mondo si trovò di fronte all’agghiacciante dato di 9 milioni di caduti e di altrettanti invalidi e feriti. In tutti i paesi coinvolti nel conflitto si sentì il bisogno di trovare forme di elaborazione collettiva del lutto. L’orrore spinse alla pietà della memoria e al desiderio di ricordare quanti avevano perso la vita in nome di ideali nazionali. In tutta Europa sorsero monumenti e lapidi, anche se la successiva storia del continente dimostrerà che le "testimonianze a futura memoria" non servirono a far cessare l’orrore della guerra: solo pochi decenni dopo il primo conflitto mondiale, infatti, un’altra guerra metterà in ginocchio il mondo.
Imprescindibile è l'omaggio al Milite Ignoto, tumulato in Roma presso l'Altare della Patria. Conclusasi la grande guerra, il 27 ottobre 1921 vennero trasportate undici salme nella Basilica di Aquileia. Una donna di Trieste, Maria Bergamas, il cui figlio aveva disertato l’esercito austriaco per combattere nelle file italiane, cadendo in battaglia senza che il suo corpo venisse mai identificato, scelse il corpo di un soldato. Il treno che trasportava l’Ignoto viaggiò sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma, riverito dalla popolazione al passaggio nelle varie stazioni. Il 4 novembre 1921, con una solenne cerimonia, il corpo dello stesso fu solennemente tumulato nel sacello posto sull’Altare della Patria a Roma, progettato alla fine dell’Ottocento per commemorare la memoria di Vittorio Emanuele II. Divenne "Il Milite Ignoto", rappresentante di tutti i caduti della Grande Guerra, a cui fu concessa la medaglia d’oro con questa motivazione: "Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria".

(Fonti. www. Intrage.it, ministero dell’interno www.interno.it)

Barbara Basile