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Coltura del gelso


Il gelso è una pianta ad accrescita veloce, fa parte della famiglia delle moracee, le varietà sono molteplici, quelle più comuni radicate nel territorio di San Floro sono “ florio – morettina – e la più recente a coltura intensiva per un numero di circa 5000 (cinquemila) esemplari e la Kokusò”, pianta proveniente dall’oriente (Giappone), questa ha molti punti di vantaggio rispetto alle altre piante storiche, tra queste; l’ampiezza delle foglie che diventano super giganti, il frutto “le more”, sono molto gradevoli, degustarli appena raccolti dalla pianta in mezzo ai filari diventa ancor più interessante.

D) Perché si è impiantato un gelseto a coltura intensiva a San Floro?
R) perché si è ripreso ad allevare i bachi da seta, per riprendere e far ripetere le tradizioni della storia, così come tra il XVI - XVIII secolo fece la Famiglia Marincola di San Floro, che, ha suo tempo, era definita a livello industriale e l’azienda che conferiva il maggior quantitativo di bozzolo fresco alle filande di Catanzaro.

Il progetto a San Floro, nasce con la sperimentale di Lavori di Pubblica Utilità, nel 1998 ha inizio la sua attività e per prima cosa si è impiantato un campo intensivo di gelsi, forniti gratuitamente dall’ARSSA, Stazione Sperimentale di Mirto Crosia, unica struttura nel meridione che si occupa di assistenza tecnica e scientifica nel campo della gelsibachicoltura, Ente con cui si è in continuo contatto.

Le pianticelle di gelso radicate, circa 5.000, con un sesto per filare di ml 2x1 sono state impiantate dai lavoratori forestali, dopo di Il tempo si apprestava a far arrivare l'estate e quindi il campo sperimentale del gelseto aveva anche si apprestava a venire l’estate e queste avevano bisogno di essere assistite da acqua, una ricchezza aggiuntiva che possiede detto appezzamento di terreno, così a turno i giovani, giorno dopo giorno vedevano crescere i gelsi con le loro foglie a dir poco giganti, rispetto alla varietà tradizionale del florio e morettina, ecc.

Oggi le piante sono arrivati ad avere circa 6 anni e riescono ad assicurare una quantità di foglie per soddisfare il nutrimento di circa 12 telaini “unità di misura” ( ogni telaio contiene circa 20000 uova seme bachi da seta) nel corso dei cicli primaverile, estivo, autunnale.

Altre varietà di gelso sono alla nostra attenzione tra questi la più importante in assoluto e il MORUS NIGRA (gelso nero) questa pianta è antichissima e si pensa che sia arrivata in italia prima dell’anno 1000, le sue caratteristiche sono interessanti, non tanto per il contenuto di fibra che contiene la foglia, buona da somministrare ai bachi solo nell’ultima età (5^) in quanto molto dura ma assai nutriente per far fare il salto di qualità al baco e spingerlo alla salita al bosco carico di energia e forza, anche il legno è molto pregiato, a differenza delle altre piante appartenenti alla famiglia delle moracee, il morus nigra ha un accrescimento lento, i suoi frutti sono eccezionali, succosi, polposi, di un colore rosso vivo durante la sua maturazione, rosso scuro-intenso quando raggiungono la sua piena maturazione, l’uso è molteplice, come frutta fresca, per graniteria, sorbetteria, gelateria, per comporre il liquori o gli estratti, oppure per essiccare il frutto per l’uso di tisane o infusi vari, per la cosmesi di bellezza.

Tutti questi richiami hanno un valore incredibile, il gelso non ha bisogno di antiparassitari e quindi naturalmente è una pianta biologica, le marmellate, le confetture di more di gelso, sono oggi due prodotti DOP che attendono di essere certificati dalle normative in vigore.

La pianta di GELSO è una pianta con un l’apparato radicale che si ramifica capillarmente, adatta a frenare i dissesti idrogeologici, quindi può essere attivato un progetto di forestazione produttiva multifunzionale, per : “frenare i dissesti, chiudere i cerchi di desertificazione, lavorazione del legno, frutta, foglia per allevare milioni di bachi e non solo.

Si narra che in epoca remota con il legno di gelso si costrtuivano le carene per le imbarcazioni in quanto detto legno è molto resistente, galleggiante e dura nel tempo.

Un progetto in tal senso è stato presentato in anteprima all’Assessore Regionale alla Forestazione per una valutazione di investimento.