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La fiera di Sant'Anna
La fiera di Sant’Anna nei primi anni del 1900 e fino agli anni 50 era un appuntamento fisso.
Si svolgeva nei pressi del rione “PIZZIDDU” fino al pendio della mulattiera che conduceva verso “Solaria”.
Il periodo in cui si svolgeva la fiera di Sant’Anna era il 25 e 26 luglio, giorno in cui si festeggia anche la Santa,
non a caso la chiesa custodisce un trittico di Sant’Anna insieme a San Giuseppe e il bambinello, il che avvalora il fattore
storico della ricorrenza qui a San Floro.
La fiera accoglieva mercanti e allevatori di bestiame di tutto il comprensorio, l’indotto coinvolgeva anche venditori di
bibite, di gelati, ristoratori con produzione del “Morzello”.
Un manifesto degli anni 30, a firma del Sindaco dell’epoca, trovato presso gli archivi della camera di commercio di Catanzaro, pubblicizzava la fiera di Sant’Anna, assicurando a coloro che partecipavano che oltre al luogo sicuro ed accessibile, vi era abbondanza di acqua potabile, necessaria ad abbeverare gli animali che venivano portati in fiera.
Dal 1995 (atto c.c. n. 26 del 7/6/1995) questa manifestazione è diventata un appuntamento fisso annuale, voluta dall’Amm.ne Comunale per riprendere le tradizioni, e portando in scena , usi, costumi e tradizioni, materiale antropologico legato al mondo rurale cui si contraddistingue San Floro.
Per valorizzare l’evento, vengono allestiti, i portali e cortili medioevali, del centro storico, organizzando ed integrando l’esposizione con prodotti dell’artigianato locale e del comprensorio; l’enogastronomia, con sagre e degustazione di prodotti tipici, che contraddistinguono il richiamo e interesse ; a questo si aggiunge, l’organizzazione di convegni, tavole rotonde, attività culturali, e ricreativi per dare quel senso coinvolgente
Ogni anno viene scelto un tema, tra questi ( Il baco da seta – la tessitura al talaio a licci - una passeggiata romantica alla sorgente Cannalica – il primo mulino – il carro dei buoi – la pasta di casa – il cestaio – Serenata itinerante per le vie del centro storico – sfilate di moda con vestiti antichi - il torchio e le botti di vino depositati nell’ala del castello Caracciolo, (oggi in via di restauro) – premiazione del balcone più bello del centro storico- la granita di more di gelso nero – come si intreccia una cannizza – i vecchi mestieri artigiani, (fabro, calzolaio, sarto) - la valorizzazione dei beni ecclesiastici – esibizione di gruppi di musica etnica e popolare calabrese (l’organetto diatonico a mantice – la chitarra battente – la lira – la zampogna – il mandolino - ecc .
L’Organizzazione di questa manifestazione è divenuta propulsore e generatore di nuove idee e le future edizioni dovranno contraddistinguersi ancora di più favorendo
la partecipazione di più aziende con un numero maggiore di pubblico e di divulgatori dell’informazione.
Diversi attrattori pubblicizzano gli eventi attraverso la carta stampata e via etere.
* PIZZIDDU (località ai piedi del centro storico dove oggi vi sono anche delle infrastrutture e case di civile abitazione ) a suo tempo era il luogo dove veniva lasciato per tutta la giornata il maiale con accanto una vasca in argille piena di acqua per i bisogni dell’animale, il luogo è rinomato per l’abbeveratoio degli asini. **SOLARIA è una corso d’acqua “fiumara” a carattere torrentizio, affluente del fiume Corace, tutte le strade che partono dal centro verso il fondo valle ad un certo punto attraversano il solco d’acqua . *** MORZELLO – è un piatto tipico del catanzarese, viene preparato con gli interiori dei bovini , nella cottura vengono aggiunti degli aromi e spezie naturali che arricchiscono il gusto ed il sapore del tipico piatto locale, molto usato nei tempi di crisi economica perché il materiale costava molto poco.
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